Glareading’s Weblog

Luglio 31, 2008

Il camiciaio col pallino dell’archeologia trafugata

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L’idea di impreziosire la vetrina del negozio di camicie su misura ai Parioli con un antico «cratere a campana», doveva essergli sembrata bellissima. Quale altro oggetto avrebbe potuto esprimere altrettanto gusto e raffinatezza? Notato da un carabiniere della Tutela patrimonio culturale, sequestrato, perquisita la casa del famoso camiciaio della Roma bene è spuntato un piccolo tesoro. Una trentina di vasi apuli, olle daune con protomi del VI sec. a. C., xilix a vernice nera decorate con elementi naturalistici del II-I sec. a.C., provenienti da scavi clandestini in aree archeologiche della Campania e dell’alta Puglia comprati, dice il “collezionista fai da te”, da tombaroli del luogo per 3-4 milioni di lire una quindicina di anni fa. Sono frutto di quattro operazioni portate a termine in questi giorni dai carabinieri i reperti presentati ieri, alla presenza del professor Stefano De Caro, direttore generale per l’archeologia del ministero dei beni culturali, dal comandante del Reparto operativo Raffaele Mancino. Si tratta del recupero di oggetti scomparsi molti anni fa. «Ci sono sempre meno scavi clandestini, il commercio di oggetti archeologici sta assumendo contorni controllabili», precisa il colonnello Mancino che sottolinea invece l’aumento dei furti nelle chiese soprattutto isolate e di campagna.Affidato al tribunale di Tivoli nel 2004, era stato sistemato in un locale a causa di lavori di ristrutturazione. Sparito, è ricomparso in casa di un noto personaggio dei Castelli che lo ha comprato sul mercato antiquario e che lo usava come un mobile d’arredo.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=279960

La vittoria di Tayyip politico a cavallo fra Europa e tradizione

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da IstanbulRecep Tayyip Erdogan è senza dubbio il politico turco più controverso degli ultimi 10 anni: uomo del cambiamento secondo alcuni, finto moderato secondo altri. Nato a Kasimpasa, un quartiere povero di Istanbul, nel 1954, ha frequentato scuole superiori religiose, che hanno influenzato la sua formazione, portandolo a rappresentare l’anima più religiosa della Turchia, a discapito dell’impronta laica data al paese dal “Padre della Patria” Ataturk. Di certo, su Erdogan pesa una condanna per “incitamento all’odio religioso”, comminatagli nel 1998, quando aveva declamato, cambiando opportunamente il testo, alcuni versi del poeta Ziya Gökalp, definendo i minareti «baionette» e le moschee «barricate». Una posizione quantomeno discutibile per un politico che all’epoca era già sindaco di Istanbul, dopo l’elezione del 1994. E non è la prima volta che la magistratura turca deve difendere la Costituzione laica del Paese dai partiti del primo ministro: altri due partiti in cui militava, Refah e Fazilet, sono stati chiusi dalla Corte costituzionale nel 1997 e nel 2001. È dopo questa chiusura che Erdogan ha deciso di fondare l’Adalet ve Kalkinma Partisi, che si definisce un partito di orientamento islamico-moderato.Alla sua testa, con un programma basato su riforme economiche e negoziati con l’Europa, ha vinto le elezioni del 2002 e del 2007, dando il via a alcuni provvedimenti che hanno avvicinato Ankara all’Unione europea.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=279842

Cabaret all’aperto con Chiodaroli & C.

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Serata di chiusura decisamente scintillante per il festival «Teatro della Comicità». Oggi alle 21 ai Giardini Estensi di Varese, è in programma infatti l’esilarante spettacolo di cabaret «Hai voluto la bicicletta? Ridi e pedala!», che vedrà alternarsi sulla scena Stefano Chiodaroli, Nanni Svampa, Leonardo Manera, Urbano Moffa, Davide Rota, con il supporto musicale del gruppo Insubres; presentano Francesco Pellicini e Sarah Maestri. Patrocinato dalla Regione Lombardia e dalla Provincia di Varese, il festival itinerante ha toccato nell’arco di tre settimane diverse località della regione Insubria, tra Busto Arsizio e Lugano.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=279952

Luglio 30, 2008

Anche Parigi e Londra hanno Obama per loro

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La folla di BerlinoIl viaggio di Barack Obama in Europa prevedeva solo Berlino, sulle orme di J.F. Kennedy. I malumori di Francia e Gran Bretagna per la preferenza, hanno indotto il candidato democratico alla Casa Bianca a far ‘tappe lampo’ anche lì. Così Obama è volato a Parigi per incontrare l´«amico» Sarkozy prima di correre a Londra per andare a cena con il premier Gordon Brown. La prima è una tappa di poche ore rispetto alla visita più strutturata nella capitale britannica che prevede, oltre all’incontro con il premier, anche un faccia a faccia con l’inviato del Quartetto per il Medio Oriente, Tony Blair, e con il leader del partito conservatore britannico David Cameron.

Sbarcato nel primo pomeriggio nella ‘Ville Lumiere’ Obama è ricevuto da Nicolas Sarkozy nella sua residenza sugli Champs Elysées, cosa molto inconsueta per un semplice senatore statunitense, anche se candidato. I consiglieri di Sarkozy hanno ricevuto solo una raccomandazione da parte della squadra del candidato democratico alla Casa Bianca: nessuna bandiera americana alla conferenza stampa all’Eliseo perché Obama è un candidato, non il presidente degli Stati Uniti. Nonostante il poco tempo a lui dedicato da Obama, Sarkozy, che a primavera aveva conosciuto il senatore rivale McCain, ha comunque ostentato grande apprezzamento per il candidato democratico. In un’intervista a ‘Le Figaro’ il presidente francese, si è vantato di essere «il solo francese a conoscerlo».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77454

Luglio 21, 2008

Quello che differenzia l’uomo dal verme

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Fino a una decina d´anni fa si riteneva che il nostro Dna contenesse all´incirca 100.000 geni. Con la completa mappatura del genoma umano, gli studiosi hanno dovuto ricredersi: i nostri geni sono solo 25.000, un quarto di quanto ipotizzato in precedenza. Il dato appare ancora più sconcertante se si considera che la Drosophila, il moscerino della frutta tanto spesso utilizzato nei laboratori di genetica, ne possiede 15.000 e i vermi ne hanno in media 20.000. Insomma il nostro corredo di geni non è molto più ricco di quello di un invertebrato. A parte l´indiscutibile colpo alla nostra immagine di specie dominante, resta da capire come non più di 5.000 geni facciano la differenza tra un verme e l´Homo sapiens. Da dove trae origine allora l´estrema complessità degli esseri umani, e dei mammiferi in generale?Un´indicazione ci viene ora da una ricerca condotta da Gianfranco Di Segni, Serena Gastaldi e Glauco Tocchini-Valentini, dell´Istituto di Biologia Cellulare del Cnr di Monterotondo (Roma). I risultati dello studio, pubblicati sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences, aprono un nuovo spiraglio su quella straordinaria fabbrica delle più svariate proteine contenuta nelle nostre cellule.I ricercatori del Cnr sono partiti dal meccanismo che, attraverso vere e proprie macchine enzimatiche, copia i geni presenti nel Dna generando corrispondenti molecole di Rna. Queste molecole costituiranno le istruzioni per la produzione delle sequenze di amminoacidi che compongono le proteine.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77189

Quello che differenzia l’uomo dal verme

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Fino a una decina d´anni fa si riteneva che il nostro Dna contenesse all´incirca 100.000 geni. Con la completa mappatura del genoma umano, gli studiosi hanno dovuto ricredersi: i nostri geni sono solo 25.000, un quarto di quanto ipotizzato in precedenza. Il dato appare ancora più sconcertante se si considera che la Drosophila, il moscerino della frutta tanto spesso utilizzato nei laboratori di genetica, ne possiede 15.000 e i vermi ne hanno in media 20.000. Insomma il nostro corredo di geni non è molto più ricco di quello di un invertebrato. A parte l´indiscutibile colpo alla nostra immagine di specie dominante, resta da capire come non più di 5.000 geni facciano la differenza tra un verme e l´Homo sapiens. Da dove trae origine allora l´estrema complessità degli esseri umani, e dei mammiferi in generale?Un´indicazione ci viene ora da una ricerca condotta da Gianfranco Di Segni, Serena Gastaldi e Glauco Tocchini-Valentini, dell´Istituto di Biologia Cellulare del Cnr di Monterotondo (Roma). I risultati dello studio, pubblicati sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences, aprono un nuovo spiraglio su quella straordinaria fabbrica delle più svariate proteine contenuta nelle nostre cellule.I ricercatori del Cnr sono partiti dal meccanismo che, attraverso vere e proprie macchine enzimatiche, copia i geni presenti nel Dna generando corrispondenti molecole di Rna. Queste molecole costituiranno le istruzioni per la produzione delle sequenze di amminoacidi che compongono le proteine.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77189

La Camera, sì alla fiducia sulla falsa emergenza sicurezza

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La Camera vota la fiducia al governo sul decreto sicurezza. Berlusconi sceglie la via facile: troppi gli emendamenti, oltre mille, presentati dall’opposizione per consentire il dibattito parlamentare. C’è fretta di chiudere, non c’è tempo da perdere con le lungaggini della democrazia. E questo vale per il dl, ma pure per il Lodo Alfano e la riforma della giustizia. provvedimenti entrambi in agenda, l’uno questione di giorni, l’altro di pochi mesi.Così mentre viene votata la fiducia (322 sì,267 no, la quarta in tre mesi) per l’ultima e definitiva versione del decreto sicurezza, il presidente del Senato Renato Schifani annuncia per martedì 22 luglio l’approvazione definitiva del lodo Alfano, garanzia di immunità penale per le quattro più alte cariche dello Stato. E il Guardasigilli Angelino Alfano annuncia per settembre «la riforma radicale della giustizia», dai codici al Csm passando per l’obbligatorietà dell’azione penale. Sul dl sicurezza invece il seguito dell’esame, con la discussione degli ordini del giorno e la votazione finale sul decreto è previsto per giovedì mattina, 17 luglio. Il provvedimento dovrà poi tornare a Palazzo Madama il 24 luglio per la conversione in legge. E su giustizia e sicurezza è battaglia durissima tra maggioranza e opposizione. Il premier a Montecitorio non c’è, ma il leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro si rivolge direttamente a lui: «Le neghiamo – dice – la fiducia convintamente, col cuore e la mente, niente affatto pacatamente».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77170

Quindici anni dopo

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Forse dovremmo essere sinceramente grati al senatore Gasparri che ha definito una «cloaca» il Csm. Perché proveremo a spiegarlo partendo da un articolo pubblicato su Internazionale a firma Salvatore Aloïse, corrispondente della tv franco-tedesca Arte. Opportunamente il collega ci ricorda che giusto quindici anni fa, quando Silvio Berlusconi annunciò alla Stampa estera, a Roma, la sua discesa in campo, «Bill Clinton stava per completare il suo primo anno alla Casa Bianca; l’Unione Sovietica era finita da poco e in Russia Putin era ancora il vicesindaco di San Pietroburgo; Tony Blair era un giovane deputato laburista rampante; Internet era agli albori, le videocassette erano in splendida forma e i telefoni cellulari erano aggeggi pesanti e molto esclusivi». Possibile, si chiede Aloïse, che tutto sia cambiato e che solo in Italia tutto sia rimasto fermo? Possibile che il dibattito politico debba, ancora, concentrarsi su come ottenere l’immunità del premier? E debba, ancora, lasciare il passo ai problemi che affliggono l’intero paese come i tempi biblici della giustizia o l’arrancare delle famiglie per arrivare a fine mese o la perdita di competitività dell’economia o l’arretratezza della scuola?Purtroppo, aggiungiamo noi, se in questo quindicennio l’Italia è sembrata paralizzata dal maleficio lo stesso forse non può dirsi per i protagonisti di questa che assomiglia tanto a una brutta favola.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77275

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Sette anni dopo migliaia a Genova per Carlo Giuliani

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Sette anni dopo a piazza Alimonda. In un migliaio hanno partecipato al corteo per ricordare Carlo Giuliani, ucciso il 20 luglio del 2001 durante il G8. Tra gli altri, erano presenti i genitori del giovane, Heidi e Giuliano Giuliani, quindi don Gallo, Mark Cowell, il manifestante britannico picchiato nel corso dell’irruzione delle forze dell’ordine nella scuola Diaz e ricoverato in ospedale in condizioni serie, l’ex ministro per la Solidarietà sociale Paolo Ferrero (Rifondazione Comunista) insieme al collega di partito ed ex senatore Giovanni Russo Spena.Presente anche Vittorio Agnoletto, parlamentare europeo e all’epoca portavoce del movimento no global. Ad animare la commemorazione, una banda musicale di rom e, a più riprese, con la sua chitarra Andrea Rivera. Allo scoccare delle 17.25, ora in cui venne ucciso Carlo, è stato osservato un minuto di silenzio mentre il padre del giovane ucciso 7 anni fa da un carabiniere ha ricordato quella tragedia: «Sette anni fa furono sparati due colpi diretti, non in aria. Uno dei due prese Carlo sotto l’occhio sinistro. Poi si è tentato di inventare il peggio, la pietra che fece deviare il proiettile e così via, ma la verità resta quella evogliamo che sia affermata e diciamo ancora una volta, per questa battaglia di verità, grazie Carlo, grazie Carlo». A queste parole è scoppiato un lungo applauso dei manifestanti.Pochi istanti dopo, in piazza è riecheggiata la voce di Carlo Giuliani che, ancora molto giovane, aveva letto alcune lettere di condannati a morte della strage del Turchino compiuta dalle SS nel 1944: «Tredici anni fa – ha spiegato il padre Giuliano – per un servizio televisivo sulla resistenza, preparammo un documento sul Sacrario del Turchino e pensammo fosse giusto e importante leggere le lettere dei condannati a morte, molti dei quali giovanissimi.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77303

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