A Chianciano è partita con la relazione del coordinatore Claudio Fava l’assemblea nazionale di Sinistra Democratica. «Oggi il nostro è l’unico paese d’Europa in cui nessuno, in parlamento, si dice di sinistra. Per la signora Marcegaglia è un profitto politico. Per noi, è un vulnus alla politica. Ma di questo vulnus le responsabilità principali le portiamo noi», attacca Fava. nell’affrontare l’analisi del voto di aprile. Ecco, dice, «da qui dobbiamo cominciare con onestà intellettuale, con umiltà di ascolto e rigore di analisi. È l’unica via per riportare in alto una sinistra che oggi appare smarrita». Poi Fava sottolinea che «le 15 mozioni, tante, forse troppe, in cui si articoleranno in questi giorni i congressi dei partiti della sinistra non sono solo una conseguenza del voto di aprile. Sono anche il segno di una vecchia contraddizione che ci accompagna da anni». E, aggiunge, «di questa contraddizione, Sinistra Arcobaleno è stata il rimedio generoso ma infelice. Voleva unire, ha finito per esaltare le differenze e le diffidenze». E i «nostri elettori non ci hanno perdonato». A loro dice «avevamo promesso una sinistra plurale e unita: abbiamo rappresentato un cartello elettorale. Quel 3 per cento è un voto politico che boccia, senza appelli, anche il nostro deficit di verità». Ma non è solo questo. C’è dell’altro per Fava: «Siamo stati percepiti come una sinistra invecchiata, con infinite risposte e pochissime domande.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76665