Glareading’s Weblog

Ottobre 4, 2008

Presi due killer di Colturani sono i capi del commando

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L’uccisione di Marzio Colturani, il medico milanese assassinato durante una rapina nel novembre 2007, non fu un delitto improvvisato, ma il salto di qualità di una gang criminale organizzata e ramificata. Finora, per quel delitto, c’era in carcere solo il «pesce» più piccolo della banda, la badante Tatiana Mitrean, basista del colpo in casa Colturani. Ieri invece una nuova ondata di ordini di custodia ha cambiato radicalmente il quadro. Il giudice Paolo Ielo ha ordinato l’arresto per omicidio volontario aggravato di Iure Popescu e Serghiei Dragan, 33 e 29 ani, entrambi moldavi. C’erano anche loro il 13 novembre a irrompere nella casa del ginecologo, a imbavagliarlo fino a soffocarlo e a svuotare la cassaforte.Popescu – dicono le indagini del Nucleo Investigativo dei carabinieri – era il cervello dell’organizzazione dedicata a traffici di ogni genere sull’asse tra Milano e Chisinau: droga, soldi, donne e soprattutto automobili. È nel milieu della criminalità moldava a Milano che nasce il progetto del colpo a casa Colturani, quando uno della banda – Vasile Cogeban, oggi latitante in patria – raccoglie dalla sua vecchia fiamma Tatiana Mitrean la «dritta» sui gioielli e i quadri custoditi nell’abitazione del medico.Per mesi, dopo l’uccisione del professionista, le indagini hanno scandagliato l’universo dei clan moldavi e lituani. Centinaia di telefoni vengono messi sotto controllo. Che Iure Popescu sia stato l’ideatore dell’impresa i carabinieri iniziano a sospettarlo quasi subito, ma mancano le prove.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=295534

Settembre 17, 2008

Yemen, attentato contro ambasciata Usa

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Sedici morti nell’attentato di mercoledì davanti alla sede diplomatica degli Stati Uniti nello Yemen, a Sanaa. Il nuovo bilancio è stato fornito dal ministero degli interni yemenita, secondo il quale tra le vittime ci sono sei assalitori, sei soldati e quattro civili, tra i quali una cittadina indiana. «Noi, organizzazione della Jihad islamica nello Yemen, annunciamo la nostra responsabilità per l’operazione martire stamane contro l’ambasciata degli Stati Uniti a Sanaa». La Jihad islamica nello Yemen rivendica l’attentato che ha fatto almeno sedici morti. Il gruppo islamico ha minacciato di compiere attentati anche contro, Arabia Saudita e Emirati arabi uniti nella capitale yemenita. «Noi – ha detto – intendiamo proseguire la serie di esplosioni secondo il piano prestabilito, contro altre ambasciate».L’attacco all’ambasciata sarebbe stato compiuto con due vetture: un’autobomba sarebbe esplosa al posto di blocco più vicino all’ambasciata, mentre dalla seconda macchina sarebbero scesi degli uomini armati, vestiti con le divise della polizia. Gli attentatori avrebbero usato Rpg, i razzi anticarro, contro le guardie della sede diplomatica. Secondo al Arabiya invece, un incendio è divampato nel compound dell’ambasciata americana dopo le esplosioni. Nel marzo del 2007 l’ambasciata americana a Sanaa ha subito un attacco con granate, in cui è rimasto ucciso un poliziotto yemenita. Risale al 2000 l’attacco di al Qaeda contro la nave Uss Cole nel Golfo di Aden in cui rimasero uccisi 17 marinai americani.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79067

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