Glareading’s Weblog

Settembre 17, 2008

Vincenzi: «Nel Pd viviamo come monadi»

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«Il partito dei sindaci? È una favola. La verità è che noi sindaci del Pd siamo delle monadi, ognuno ha la sua ricetta, sta chiuso nel suo particolare. Non c´è circolazione di idee, e neppure una linea nazionale a cui fare riferimento. Penso alla sicurezza, ma anche al federalismo fiscale. E così finisce che l´unico luogo in cui di discute è l´Anci: ma quella è una organizzazione di tutti i Comuni, di destra e di sinistra, in cui si cercano delle mediazioni, mentre un partito dovrebbe prima di tutto avere una linea sua sulle grandi questioni». Marta Vincenzi, sindaco di Genova, parla con tono pacato, ma i concetti sono duri come pietre. «Manca una linea e così finisce che sul pacchetto sicurezza oscilliamo, c´è tra noi sindaci chi aderisce in modo acritico, chi invece minimizza il problema. Sul tema dei maggiori poteri ai sindaci sulla sicurezza, ad esempio, è mancata del tutto una discussione tra noi. E pensare che sarebbe molto utile, perché noi sindaci siamo i terminali più sensibili, più vicini ai bisogni dei cittadini e potremmo portare un contributo importante al Pd, almeno per far capire all´opinione pubblica quali sono le ricette dei democratici. Oggi invece mi ritrovo ad avere solo il mio punto di vista e non so nemmeno con chi confrontarlo».Insomma, lei sostiene che al Pd manca una linea. È una affermazione pesante…

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78932

Costituzione, Napolitano: «Non tutti vi si identificano»

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Non gliele manda a dire il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, anche se il suo è un linguaggio da Capo di Stato. Basta con la destra che non riconosce la Resistenza e i suoi valori. Basta con chi cerca di riabilitare i repubblichini che combatterono contro la costituzione di uno Stato democratico. Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, nella celebrazione dell’8 settembre aveva esaltato l’eroismo dei militanti della Repubblica di Salò. E già allora Napolitano aveva dovuto risponder per le rime. Ora torna sull’argomento e dice: «Credo che in Italia sia ancora una questione aperta la piena identificazione che ci dovrebbe essere da parte di tutti nei principi e nei valori della Costituzione repubblicana che sono rispecchiati nella Costituzione europea richiamata nel Trattato di Lisbona». Il presidente della Repubblica ricorda che c’è in vari Pesi europei la questione rispetto ai motivi originari che furono alla base della costruzione europea quale strumento per mettere fine agli orrori creati dalla guerra e dal nazi-fascismo. Il fascismo in Italia è un reato come anche la sua apologia. La Costituzione italiana è nata dalla lotta antifascista e i valori che esprime sono antifascisti. A negarlo sono solo quelli che invece vorrebbero un ritorno del fascismo o si ispirano a quei valori. Proprio per questo, ribadisce Napolitano, «in Italia c’è l’esigenza di un forte moto di patriottismo costituzionale».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78894

Luglio 3, 2008

La parola ai giurati

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Sarebbe limitante considerare 12, l’ultimo film di Nikita Michalkov, come il semplice remake dello splendido La parola ai giurati di Sidney Lumet (anche se queste sono le premesse). L’impianto è lo stesso (una giuria di 12 cittadini deve esprimersi su un caso di omicidio a sfondo razziale), ma diversa è l’ambientazione e la necessità. Per Lumet si trattava di un giovane mulatto, considerato dalla maggior parte dei giurati colpevole per il solo colore della sua pelle; per Michalkov si tratta di un giovane ceceno, reo (fino a prova contraria) di aver ucciso il suo padre adottivo russo. Il regista russo, un tempo di livello con film quali Il sole ingannatore o Partitura incompiuta per pianola meccanica, galleggia ormai da tempo sulle acque un po’ torbide del consenso «politico» che la sua persona e i suoi film ricevono in patria.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76692

Luglio 2, 2008

I messaggi per Ingrid (3)

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torna all’articolo I sottoscrittori dell’appello pagina precedente pagina successiva Carissimi, mi chiamo Monica Mattana, ho 43 anni e da una vita faccio parte del centrosinistra! Voglio aderire, pienamente all’appello lanciato da voi per Ingrid Betancourt: per gli anni passati, e spero che ciò finisca molto presto, come prigioniera delle Farc in Colombia! È un bellissimo esempio, che molti giovani devono seguire, lottare con la propria vita, per tutto ciò in cui si crede! Spero che tu sia libera molto presto, e che possa non solo vincere in Nobel per la pace, ma soprattutto, il Nobel della vittoria della vita: contro ogni prigione, contro ogni guerra, contro ogni massacro, per il proprio ideale! Aderisco totalmente all’invito: e per qualsiasi iniziativa ci sono e ci sarò sempre. Forza Ingrid, non mollare. Prego e pregherò per la tua liberazione! Monica Mattana Ottima idea!Confermo e sottoscrivo. Mario Menin operaio Aderiamo con entusiasmo alla vostra proposta di proporre Ingrid Betancourt per il Premio Nobel per la Pace, certi l’unione di tante intenzioni e volontà positive possa creare una forza a favore di questa donna eroica e coraggiosa, possa avere il risultato desiderato: la sua liberazione. Carla Fontana e Giancarlo Leone Salviamo Ingrid Betancourt, candidare al Nobel per la Pace questa donna intrepida…..accendere e moltiplicare l’attenzione perché sia restituita alla Libertà ed alla sua famiglia.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76641

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