Glareading’s Weblog

Novembre 3, 2008

Pratiche commerciali scorrette: multa di oltre 800mila euro a Trenitalia – Cronaca

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Capita che una società in grado di elevare multe sia poi essa stessa multata. È successo a Trenitalia, multata dall’Antitrust per pratiche commerciali scorrette. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha comminato alla società ferroviaria una multa complessiva di 845mila euro. L’Antitrust contesta a Trenitalia vari aspetti della sua politica commerciale. In primo luogo l’Autorità punta l’indice sul bonus previsto per i viaggiatori in caso di ritardo dei treni. L’Antitrust ritiene che l’elenco delle cause del ritardo non imputabili a Trenitalia, per cui la società non prevede alcun rimborso, è «molto ampio e non sufficientemente definito, tale da permettere alla stessa Trenitalia di esercitare una grande discrezionalità nel riconoscimento del diritto al bonus». Inoltre risultano essere piuttosto tortuose le procedure per richiedere il rimborso in quanto occorre, sottolinea l’Antitrust, «reperire un apposito modulo in stazione o sul sito internet e inoltrare la richiesta entro il termine di 30 giorni». Contestate anche le modalità per utilizzare il bonus: «La fruibilità è limitata ad un periodo di sei mesi e soltanto per l’acquisto di un altro titolo di viaggio». L’insieme di questi aspetti relativi al bonus-ritardi è costato a Trenitalia una multa di 200mila euro. Altro punto dolente è il capitolo relativo ai posti riservati delle tariffe Amica e Famiglia, vale a dire i posti in offerta a prezzo ridotto.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80335

Mourinho fa regali però alla fine Reggio non sa apprezzare

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nostro inviato a Reggio Calabria

Se l’obiettivo era quello di interrompere la fastidiosa serie di pareggi (che avrebbe subito portato ad accostamenti scomodi con l’era di Roberto Mancini), il gol di Cordoba all’ultimo assalto ha permesso di raggiungerlo. Se invece l’intento era di mostrare gioco con una formazione a trazione anteriore (quattro attaccanti in campo dal 1’), allora l’Inter di Reggio lo ha mancato. Grazie anche alla generosità degli amaranto di Orlandi, che hanno giocato senza paura davanti ad avversari tecnicamente superiori.
Meglio quindi mettere in cascina tre punti preziosi, che consegnano il primato di una notte alla squadra che lascia ancora qualche perplessità. Al Granillo, fatale in un passato ormai lontano a Lippi che qui lasciò la panchina nerazzurra, va in scena un’Inter spietata – come quella del 2002 che vinse per 2-1 con un gol di Recoba in extremis -. Certo, le occasioni da gol non sono mancate (Mourinho alla fine ne conterà almeno otto) ma i due gol subiti – dopo quattro match ufficiali con la difesa blindata – sono un pericoloso campanello d’allarme: nella prima annata del tecnico di Setubal era accaduto solo nella finale di Supercoppa contro la Roma ad agosto.
Alla fine Special One appare comunque soddisfatto, nonostante la vittoria sofferta. «Abbiamo giocato un grande calcio e vi assicuro che avrei detto lo stesso anche se la partita fosse finita in parità.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=303032

Luglio 2, 2008

Salvapremier, il Pdl chiede le dimissioni di Mancino

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Non è bastato alla maggioranza il monito del vicepresidente del Csm Nicola Mancino «alla riservatezza degli atti non ufficiali» della Magistratura. Il Pdl, dopo il parere sfavorevole dei giudici sul dl sicurezza per la parte che riguarda la sospensione dei processi ne chiede le dimissioni. «Il vicepresidente del Csm Nicola Mancino deve trarre le conseguenze di quanto sta succedendo e si deve dimettere. Sarebbe un atto dovuto di elementare sensibilità istituzionale». Così il presidente della Commissione Giustizia del Senato, Filippo Berselli, a proposito della fuga di notizie sulla bozza di parere negativo del Consiglio alla norma che blocca i processi, inserita nel decreto sulla sicurezza, considerata come «un’amnistia occulta». Berselli spiega che il problema non è «il merito del parere che è legittimo ed è previsto da una legge dello Stato del 1958» ma «le indiscrezioni che trapelano riportate da tutti i giornali che – precisa Berselli – screditano direttamente il presidente del Csm che è il Capo dello Stato e ha la funzione di promulgare le leggi». Per Berselli «si tratta di un atto di assoluta, gravissima scorrettezza istituzionale verso il Quirinale» dunque. Al presidente della commissione giustizia al Senato, infatti, non basta, dice, apprendere dai giornali che «Nicola Mancino è infuriato per le indiscrezioni» finite sulle stampa.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76617

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